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Copertina di Non perdiamoci di vista

Non perdiamoci di vista

★★★★☆4.2 2.607 recensioni 2 letture
EditoreGarzanti
Anno2019
Pagine324

Non perdiamoci di vista di Federica Bosco è un romanzo generazionale che racconta il legame con il passato, il valore dell’amicizia e la difficoltà di affrontare davvero l’età adulta.

È l’ennesimo 31 dicembre e Benedetta lo trascorre insieme agli amici della storica compagnia di via Gonzaga, un gruppo che si conosce dai tempi dell’adolescenza. Negli anni Ottanta erano ragazzi che passavano i pomeriggi sui motorini, fumavano e si scambiavano pettegolezzi. Trent’anni dopo sono diventati quarantenni alle prese con divorzi, figli ingestibili, botulino e sindrome di Peter Pan.

Eppure qualcosa è rimasto immutato. Quello che continua ad accomunare quei ragazzi ormai adulti è l’attesa che possa accadere qualcosa di speciale: un incontro, un bacio, una svolta. Un’attesa che oggi passa attraverso lo schermo di un telefonino e un messaggio che tarda ad arrivare.

Quel messaggio potrebbe riannodare il filo di un amore che, nonostante il tempo e la distanza, non si è mai spezzato. Un sentimento che torna a farsi sentire in un mondo in cui social, spunte blu, playlist e selfie hanno sostituito le lettere, le musicassette e le fotografie sbiadite dalle lacrime.

La nostalgia per gli anni dell’adolescenza diventa così anche la difficoltà di lasciare andare un passato percepito come più semplice e autentico. Ma prima o poi arriva il momento in cui qualcosa cambia davvero: il sabato diverso dagli altri arriva, l’inatteso accade e la vita sorprende.

A quel punto non resta che trovare il coraggio di abbandonare la propria scialuppa e avventurarsi nel mare della maturità, quella vera.

Non perdiamoci di vista parla di amicizia, amore, nostalgia e cambiamento, mostrando come il passaggio all’età adulta possa richiedere il coraggio di rischiare e di lasciarsi alle spalle ciò che ci trattiene.

Non perdiamoci di vista di Federica Bosco è un romanzo generazionale che guarda all’adolescenza con nostalgia, ma senza trasformare il passato in un rifugio idealizzato.

Al centro della storia ci sono i ricordi di una generazione e il rapporto con il tempo che passa. I protagonisti sono cresciuti, ma una parte di quei ragazzi degli anni Ottanta sembra essere rimasta con loro: quella che continua ad aspettare un sabato sera diverso, un incontro capace di cambiare qualcosa, un messaggio che finalmente arrivi.

Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è proprio il confronto tra passato e presente. Le lettere struggenti, le musicassette e le fotografie hanno lasciato spazio a social, playlist, selfie e spunte blu, ma le emozioni fondamentali sono rimaste le stesse. L’attesa, il desiderio, la paura e la speranza continuano infatti a far parte della vita anche quando si diventa adulti.

Federica Bosco affronta così il tema della nostalgia senza limitarsi a celebrare ciò che è stato. Il passato può essere difficile da abbandonare perché significa accettare un presente più complicato e competitivo, ma la storia invita anche a non rimanere immobili.

Il messaggio che emerge è quello di una generazione chiamata, prima o poi, a smettere di aspettare che qualcosa accada e a trovare il coraggio di rischiare. Perché la vera svolta arriva quando si decide di lasciare la propria zona di sicurezza e affrontare la maturità.

Il valore dell’amicizia rappresenta un altro elemento centrale: un legame capace di attraversare gli anni e di mantenere la propria importanza anche quando la vita cambia.

Nel complesso, Non perdiamoci di vista si presenta come una storia di ricordi, amicizia, amore e crescita, capace di parlare a generazioni diverse proprio perché affronta emozioni e momenti di passaggio che possono appartenere a tutti.

Un romanzo che, come suggerisce anche il titolo, ricorda quanto sia importante non perdersi lungo il percorso e avere il coraggio di vivere ciò che arriva, qualunque cosa accada.

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