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Copertina di I Sanacore Novità

I Sanacore

★★★★☆4.0 Voto della redazione
EditoreFeltrinelli
Anno2026
Pagine624

La storia comincia nel 1919, nei vicoli di Napoli. Lina ha appena vent'anni quando perde l'uomo che ama. È sola, senza risorse e con un bambino in grembo. Le restano soltanto un ago e la capacità di imparare un mestiere. Sarà sua madre Assunta a insegnarle a cucire, dando inizio a una storia destinata a cambiare il futuro della famiglia.

Quel sapere passa al piccolo Ciro, che diventerà il vero artefice dell'ascesa dei Sanacore. Uomo orgoglioso, ambizioso e dotato di grande intuito, Ciro trasforma un mestiere umile in un'attività prestigiosa, fondando la Sartoria Sanacore in via Toledo.

Al suo fianco c'è Benedetta, sua cugina, una donna talentuosa e determinata a conquistare il proprio spazio in un ambiente dominato dagli uomini. Tra i due nasce un amore proibito, un sentimento intenso che non potrà essere vissuto liberamente, ma che lascerà un segno profondo nelle loro vite.

Intorno a loro si muove una famiglia ricca di personalità e contraddizioni. C'è Salvatore, ambizioso e abile nel cambiare schieramento politico, prima con il fascismo e poi con la Democrazia Cristiana, sempre guidato dal proprio interesse. C'è Gigi, fratello maggiore ribelle e sfortunato, e ci sono le generazioni successive, con Luigi e Penelope, chiamati a raccogliere un'eredità importante e a portare il marchio Sanacore verso il futuro.

Mentre Napoli attraversa il fascismo, la guerra, il boom economico e il Sessantotto, la famiglia costruisce la propria fortuna, trasformando la sartoria in un simbolo di identità, prestigio e riscatto sociale.

Con I Sanacore, Lorenzo Marone racconta una storia che va ben oltre le vicende di una famiglia di sarti. Al centro del romanzo c'è il valore delle radici, il peso delle scelte, il desiderio di affermarsi e la difficoltà di custodire ciò che le generazioni precedenti hanno costruito.

Uno degli aspetti più interessanti della storia è proprio la sartoria, che diventa molto più di un semplice mestiere. L'ago e il filo rappresentano il legame tra passato e futuro, la capacità di trasformare una difficoltà in un'opportunità e la volontà di lasciare qualcosa a chi verrà dopo.

La storia di Lina è quella di una donna che, partendo da una condizione di estrema fragilità, contribuisce a gettare le basi di un futuro importante. Ciro raccoglie quella eredità e la trasforma in un progetto imprenditoriale, mentre Benedetta introduce nella vicenda il tema dell'emancipazione femminile e di un amore difficile da vivere.

La dimensione familiare si intreccia con quella storica e sociale. Napoli non è soltanto lo sfondo della vicenda, ma una presenza costante: una città che cambia, attraversa momenti difficili e si trasforma insieme ai suoi abitanti.

Il romanzo affronta anche temi universali come l'ambizione, la rivalità, il sacrificio, la nostalgia e il rapporto tra le generazioni. Ogni personaggio contribuisce a costruire un mosaico familiare nel quale le aspirazioni individuali si confrontano continuamente con il peso del cognome e delle aspettative.

Particolarmente significativo è il rapporto con l'eredità: quanto di ciò che siamo dipende da chi è venuto prima di noi? E quanto siamo disposti a cambiare per non restare prigionieri del passato?

È proprio in questa tensione tra conservazione e cambiamento che si trova uno dei nuclei più interessanti del romanzo.

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