La donna che dipingeva il vento
| Editore | Tre60 |
| Anno | 2024 |
| Pagine | 434 |
Trama
La storia si sviluppa su due piani temporali, collegando la Svezia contemporanea al Trentino dei primi del Novecento.
Siamo in Svezia, ai giorni nostri. Lena ha trentacinque anni, lavora come ortopedico in una clinica di Stoccolma e ha trascorso gran parte della sua vita accanto all'amato nonno, che l'ha cresciuta dopo la perdita dei genitori.
La morte dell'uomo rappresenta per lei un momento particolarmente doloroso. Nella casa del nonno, affacciata sul mare, Lena trova un dipinto appartenuto alla bisnonna Eva Peterson, una pittrice di fama internazionale. Il quadro raffigura uno splendido paesaggio montano e suscita in lei una curiosità profonda: quali luoghi e quali emozioni avevano ispirato quella donna?
A spingere Lena verso la ricerca delle proprie origini c'è anche una delusione sentimentale. Il tradimento del compagno, con il quale immaginava di costruire una famiglia, la porta a mettere in discussione la propria vita e a cercare risposte in un passato ancora tutto da scoprire.
Il racconto ci riporta così a Cavalese, nel maggio del 1914.
Eva Peterson arriva in Trentino dopo un lungo viaggio dalla Svezia, insieme al padre, esperto di alberi. L'uomo ha ricevuto dalla Magnifica Comunità della Val di Fiemme un incarico importante: occuparsi della foresta dei violini, gravemente danneggiata da un incendio.
Eva possiede un grande talento per la pittura e rimane profondamente affascinata dai paesaggi delle Dolomiti. Durante il soggiorno viene accolta dalla famiglia Sieff, a partire da Andreas, figlio del proprietario della tenuta che la ospita.
Ma il clima di serenità è destinato a cambiare. Siamo alla vigilia della Prima Guerra Mondiale e le tensioni internazionali stanno diventando sempre più forti. In una terra di confine, molti giovani sono costretti a confrontarsi con una scelta difficile: schierarsi con l'Impero austriaco oppure con l'Italia.
Anche Eva dovrà prendere una decisione destinata a cambiare per sempre la sua esistenza e quella delle persone che ama.
Attraverso le vicende di queste due donne, Giulia Dal Mas racconta un'antica storia d'amore, una famiglia segnata dalla guerra e il legame profondo tra passato e presente.
La recensione della redazione
Ci sono storie che invitano a guardare indietro per trovare nuove prospettive sul proprio futuro. La donna che dipingeva il vento di Giulia Dal Mas si inserisce proprio in questa dimensione narrativa, costruendo un racconto in cui le vicende personali si intrecciano con gli avvenimenti storici.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la scelta di raccontare la storia attraverso due protagoniste appartenenti a generazioni differenti. Lena ed Eva vivono in epoche lontane, ma entrambe si trovano davanti a momenti in cui diventa necessario rimettere in discussione la propria vita e affrontare decisioni importanti.
La vicenda di Lena parte da una perdita e da una delusione sentimentale. La scoperta del dipinto della bisnonna diventa l'occasione per intraprendere un percorso di conoscenza delle proprie origini. Il viaggio verso il passato assume così un significato che va oltre la semplice ricerca familiare.
La storia di Eva, invece, si sviluppa in un periodo storico particolarmente complesso. Il Trentino del 1914, con le sue montagne e le tensioni di una terra di confine, diventa lo scenario di una vicenda in cui amore, appartenenza e guerra si intrecciano inevitabilmente.
Interessante anche l'ambientazione: le Dolomiti, la Val di Fiemme e la foresta dei violini non sono soltanto elementi geografici, ma costituiscono lo sfondo suggestivo di una storia che mette al centro il rapporto tra persone, luoghi e memoria.
La narrazione, descritta dal Messaggero Veneto come scorrevole e coinvolgente, affronta temi universali come le radici familiari, i sentimenti, le scelte che cambiano il corso della vita e la capacità di trovare nuove prospettive anche dopo momenti dolorosi.
Il risultato è un romanzo che unisce dimensione sentimentale e ricostruzione storica, accompagnando il lettore in un percorso tra due epoche e due esistenze femminili legate da un filo invisibile.
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