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Copertina di Mala. Roma criminale

Mala. Roma criminale

★★★★☆4.1 998 recensioni 7 letture
EditoreSEM
Anno2024
Pagine240

La pace è finita. A Roma le gang sono in guerra.

Sotto la superficie della città conosciuta per la sua bellezza si muove un'altra Roma, più oscura e violenta: quella delle organizzazioni criminali che si contendono il controllo del territorio e delle piazze di spaccio.

Sequestri, pestaggi, torture e omicidi diventano gli strumenti di una guerra che spesso rimane invisibile agli occhi della maggior parte delle persone.

Il punto di svolta indicato da Francesca Fagnani è il 7 agosto 2019, quando Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, viene ucciso da un sicario che gli spara alla testa mentre si trova seduto su una panchina al parco degli Acquedotti. Piscitelli era il capo degli Irriducibili della Lazio e ai vertici della cosiddetta “batteria di Ponte Milvio”.

La sua morte, però, non rappresenta la fine della criminalità romana. Al contrario, è la scintilla che fa esplodere una lotta ancora più ampia.

Mala. Roma criminale ricostruisce la rete di organizzazioni che governano il sottosuolo della Capitale: dal cartello di Michele ’o Pazzo alla malavita storica e a quella emergente, fino al potente sodalizio degli albanesi, cresciuto all'ombra di Piscitelli e diventato protagonista del narcotraffico.

La vendetta diventa così l'innesco di un conflitto per il controllo delle piazze di spaccio, dal litorale ostiense fino a Tor Bella Monaca.

Al centro c'è un enorme giro d'affari legato alla droga, con tonnellate di cocaina che alimentano un mercato capace di muovere milioni di euro. Intorno a questo business ruotano violenza, armi, prestiti a strozzo e debiti che vengono riscossi a qualsiasi costo.

Attraverso l'esame delle fonti giudiziarie, Francesca Fagnani collega fatti e vicende, ricostruendo alleanze, rivalità e rapporti di potere che contribuiscono a delineare la geografia criminale della Roma contemporanea.

Il risultato è un'inchiesta che punta a svelare chi siano i nuovi padroni della Capitale, proprio nella città che per tradizione si diceva non volesse padroni.

Mala. Roma criminale di Francesca Fagnani è un'inchiesta giornalistica che porta il lettore nel sottosuolo criminale della Capitale, ricostruendo una rete fatta di organizzazioni, alleanze, rivalità e interessi economici.

Il fulcro della narrazione è la guerra per il controllo del territorio. La morte di Diabolik viene presentata come un momento decisivo di una storia più ampia, nella quale la violenza diventa lo strumento attraverso cui diversi gruppi cercano di conquistare o mantenere il proprio potere.

Uno degli aspetti centrali dell'inchiesta è proprio la ricostruzione della rete criminale. Fagnani non si limita a raccontare singoli episodi, ma collega persone, organizzazioni e vicende per delineare una mappa della criminalità romana.

Il narcotraffico occupa un ruolo fondamentale. Le piazze di spaccio rappresentano il territorio da conquistare e difendere, mentre la cocaina alimenta un business gigantesco capace di generare milioni. Ma attorno alla droga si sviluppa un sistema più ampio, nel quale trovano spazio anche armi, violenza e prestiti a strozzo.

La forza del libro, secondo la descrizione fornita, sta soprattutto nel metodo giornalistico: l'autrice esamina le fonti giudiziarie, collega i fatti e ricostruisce le antiche alleanze e le rivalità più recenti.

Questo approccio permette di guardare alla criminalità romana non come a una successione di episodi isolati, ma come a un sistema di rapporti e interessi in continua evoluzione.

Il risultato è un racconto definito documentato, implacabile e travolgente, con un ritmo che richiama quello delle serie dedicate ai grandi cartelli criminali. Il paragone con i narcos sudamericani restituisce bene, già dalla presentazione del libro, la dimensione del fenomeno raccontato: una rete di potere, denaro e violenza che si muove sotto la superficie della città.

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