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Copertina di Amalia, l'obliqua

Amalia, l'obliqua

★★★★☆4.3 5 recensioni
EditoreGuanda
Anno2026
Pagine256

È il 13 aprile 1907, un sabato. Amalia Guglielminetti si alza molto tardi, come sua abitudine, e decide di fare qualcosa che desidera da tempo: conoscere il poeta che incrocia spesso nei salotti torinesi e che sente stranamente affine a sé. Si chiama Guido Gozzano, è di un paio d'anni più giovane e, in quel momento, Amalia è certamente l'artista più celebre tra i due.

Da quella decisione nascerà uno degli amori più infelici della letteratura: una relazione inquieta che finirà per trasformarsi in uno scontro e poi in una lunga e tormentata amicizia.

Ma chi è davvero Amalia Guglielminetti, l'autrice che il secolo scorso sembra aver risucchiato nell'oblio? È una donna elegantissima e affascinante, anticonformista e pronta a suscitare scandalo pur di non annoiarsi. Una donna che sceglie il proprio talento e la propria libertà, preferendoli al matrimonio.

Per Emanuela Canepa, Amalia diventa presto un'ossessione. Con l'autorità di un daimon, la poetessa sembra guidare la scrittura dell'autrice, reclamando prima un posto sulla pagina e poi un intero romanzo. A un certo punto, però, il gioco si rovescia: la scrittrice che segue le tracce di Amalia si ritrova a sua volta inseguita dal suo spirito.

Il romanzo diventa così un viaggio in un'epoca e in un paese in cui le autrici, da Amalia Guglielminetti a Matilde Serao e Ada Negri, riescono a conquistare la scena accanto ai gerarchi fascisti e ai giornalisti dediti al pettegolezzo.

Al centro di questo corpo a corpo tra l'autrice contemporanea e una figura del passato rimane una domanda fondamentale: quanto siamo disposti a pagare per affermare la nostra libertà?

Amalia, l'obliqua di Emanuela Canepa nasce dall'incontro tra una scrittrice e una figura letteraria che sembra rifiutarsi di rimanere confinata nel passato. Amalia Guglielminetti diventa per Canepa un'ossessione, una presenza che assume la forza di un daimon e che reclama uno spazio sempre più grande nella scrittura, fino a trasformarsi nel centro di un romanzo.

Il punto di partenza è il rapporto con Guido Gozzano, nato da una decisione apparentemente semplice: quella di Amalia di conoscere il poeta che incontra nei salotti torinesi. Da quell'incontro prende forma una relazione inquieta, fatta di amore, scontro e infine di una lunga e tormentata amicizia. Una storia che, nel romanzo, diventa anche il modo per avvicinarsi alla personalità di Amalia Guglielminetti.

Il ritratto che emerge è quello di una donna affascinante, elegante e anticonformista, determinata a vivere secondo le proprie regole. Amalia è una donna che non vuole rinunciare al proprio talento e che preferisce la propria vocazione al matrimonio. Proprio questa scelta di libertà rende ancora più significativa la domanda che attraversa il libro: quale prezzo siamo disposti a pagare per essere liberi?

Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è il rovesciamento tra chi cerca e chi viene cercato. Emanuela Canepa parte sulle tracce della poetessa, ma progressivamente è lo spirito di Amalia a inseguire lei. Il rapporto tra scrittrice e personaggio si trasforma così in un vero e proprio corpo a corpo, capace di trascinare il lettore dentro un'epoca e dentro una storia letteraria che rischia di essere dimenticata.

Il romanzo restituisce inoltre spazio alla presenza delle autrici in un contesto dominato anche dai gerarchi fascisti e dal giornalismo dedito al pettegolezzo. Accanto ad Amalia Guglielminetti compaiono Matilde Serao e Ada Negri, in un viaggio che porta in primo piano la forza con cui queste donne hanno saputo conquistare la scena.

Amalia, l'obliqua è dunque il racconto di una figura letteraria uscita dall'oblio e, insieme, della relazione profonda e inquieta che può nascere tra una scrittrice e la donna che sceglie di raccontare. Un romanzo in cui la ricerca del passato diventa anche una riflessione sulla libertà, sul talento e sul prezzo necessario per affermare la propria identità.

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