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Copertina di L'anniversario

L'anniversario

★★★★☆3.7 4.092 recensioni
EditoreFeltrinelli
Anno2025
Pagine128

L’anniversario di Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega 2025, è un romanzo di liberazione che racconta il difficile distacco di un figlio dalla propria famiglia e, soprattutto, da un sistema familiare dominato dalla violenza psicologica, dal possesso e dal controllo.

Dopo dieci anni trascorsi lontano dai genitori, il protagonista decide di tornare con la memoria a quel giorno in cui li ha visti per l’ultima volta. Dieci anni prima ha scelto di andarsene, di chiudere ogni rapporto e di costruire una distanza invalicabile: ha cambiato numero di telefono, casa e continente, mettendo letteralmente un oceano tra sé e la propria famiglia.

Al centro del racconto c’è una famiglia segnata da una violenza sottile e pervasiva, consumata tra le mura domestiche. Il padre esercita sulla moglie e sui figli un controllo soffocante, nel quale possesso e richiesta d’amore finiscono per diventare parte dello stesso meccanismo. La madre, invece, è una donna che ha rinunciato progressivamente a sé stessa pur di essere qualcosa agli occhi del marito.

La famiglia vive così in una sorta di isolamento, un microcosmo chiuso nel quale anche i rapporti con il mondo esterno vengono limitati. A interrompere occasionalmente questo isolamento sono gli squilli di un telefono mal tollerato, alcuni sporadici compagni di scuola e un’amica della madre, che viene presto allontanata.

Attraverso il racconto di questa famiglia, Bajani affronta il tema doloroso dell'origine e della possibilità di sottrarsi ad essa. Il protagonista si confronta con una domanda radicale: si possono abbandonare i propri genitori per salvarsi?

Il romanzo diventa così il racconto di una fuga e, insieme, della conquista della possibilità di essere sé stessi. Per il protagonista, liberarsi significa accettare che, per mettersi in salvo, da quel luogo niente possa essere salvato.

L’anniversario è dunque il racconto di una separazione, ma soprattutto di una rinascita: il tentativo di uscire da una famiglia vissuta come un sistema totalizzante per poter finalmente vivere la propria vita senza il terrore delle ritorsioni.

Con L’anniversario, Andrea Bajani affronta uno dei tabù più dolorosi e difficili da raccontare: la possibilità di rompere con la propria famiglia d'origine quando quella famiglia diventa un luogo di controllo, paura e sofferenza.

Il punto di forza del romanzo è la sua capacità di raccontare una realtà familiare profondamente disturbante senza trasformare il racconto in un semplice atto d'accusa. Il figlio torna a narrare la propria storia dopo dieci anni di distanza e lo fa senza cercare necessariamente una condanna o una redenzione. È proprio questa scelta a rendere il racconto particolarmente potente.

La violenza descritta nel romanzo non è presentata soltanto attraverso gesti eclatanti. È soprattutto una violenza sottile e pervasiva, capace di insinuarsi nella quotidianità e di trasformare la casa in un sistema chiuso. Il possesso viene confuso con l'amore, il controllo con la protezione, la richiesta d'affetto con una forma di potere.

Al centro di questo sistema c'è anche la figura della madre, ritratta come una donna che ha progressivamente rinunciato a sé stessa per cercare di corrispondere alle aspettative del marito. Il suo dramma rende ancora più complesso il rapporto del protagonista con la propria famiglia: non ci sono soltanto vittime e carnefici facilmente riconoscibili, ma persone intrappolate in dinamiche dalle quali sembra impossibile uscire.

La narrazione acquista così una forza particolare proprio perché non cerca scorciatoie emotive. Il racconto viene definito da Emmanuel Carrère una voce “scandalosamente calma”: una definizione che restituisce bene l'idea di una scrittura capace di affrontare una materia dolorosa senza affidarsi all'enfasi.

Il risultato è un romanzo che ferisce per la sua onestà e disarma per il suo candore. La storia personale del protagonista assume un significato più ampio e diventa una riflessione sull'origine, sui legami familiari e sul diritto di sottrarsi a ciò che ci ha generati quando quel legame diventa una prigione.

La domanda che attraversa L’anniversario è radicale: quanto siamo obbligati a restare fedeli alla nostra famiglia? E fino a che punto è possibile amare qualcuno senza accettare il potere che esercita su di noi?

La risposta del romanzo passa attraverso la fuga. Dieci anni dopo l'ultima volta in cui ha visto i suoi genitori, il protagonista può guardare alla propria scelta con una consapevolezza nuova. Ha messo distanza tra sé e quel passato e, soprattutto, ha scoperto che la propria vita può esistere anche al di fuori di quella famiglia.

Per questo L’anniversario è, prima di tutto, un romanzo di liberazione. Un libro che mette in discussione l'idea della famiglia come luogo necessariamente intoccabile e mostra quanto possa essere difficile, ma anche necessario, scegliere sé stessi.

Il Premio Strega 2025 ne conferma la centralità nel panorama letterario italiano contemporaneo. Ma al di là del riconoscimento, la forza del romanzo sta nella capacità di trasformare una vicenda familiare dolorosa in una domanda universale: quanto costa diventare finalmente sé stessi?

L’anniversario non offre una consolazione semplice. La sua verità è più scomoda: per salvarsi, a volte, bisogna avere il coraggio di accettare che da ciò da cui si fugge non si possa salvare nulla.

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