La figlia
| Editore | Sellerio Editore Palermo |
| Anno | 2013 |
| Pagine | 488 |
Trama
La figlia racconta la storia di Ana, una giovane donna di ventitré anni estroversa, allegra e brillante, considerata la migliore alunna del corso di medicina a Belgrado. Amata dagli amici e profondamente legata al padre, il generale Ratko Mladic, Ana vive nei suoi confronti un rapporto segnato da una devozione assoluta. Per lei è un eroe e un padre premuroso, una figura della quale essere orgogliosa.
Un viaggio a Mosca, organizzato come un'occasione per divertirsi insieme agli amici tra feste, corteggiamenti e le attrazioni della grande città, cambia però radicalmente qualcosa nella vita di Ana. Al suo ritorno, la ragazza appare trasformata: è triste, taciturna e sempre più distante.
Che cosa è successo durante quei giorni a Mosca?
Tra allusioni e accuse dirette, Ana comincia a intravedere nel padre una realtà che fino a quel momento non aveva voluto o potuto vedere. La figura del genitore amato e dell'eroe lascia spazio all'immagine di un uomo considerato, dagli altri, un criminale responsabile di alcuni dei più gravi eccidi della guerra in Bosnia: l'assedio di Sarajevo, la pulizia etnica in Bosnia e il massacro di Srebrenica.
Ratko Mladic sarà accusato di genocidio e, dopo una lunga latitanza, il suo processo avrà inizio nel maggio 2012.
Al centro del romanzo c'è così il dramma di Ana e il momento in cui una verità dolorosa mette in crisi tutto ciò in cui ha creduto. La sua vicenda diventa il simbolo di una perdita dell'innocenza che non riguarda soltanto l'individuo, ma assume anche una dimensione collettiva.
La recensione della redazione
La figlia di Clara Usón è un libro che mette al centro un conflitto umano e morale estremamente doloroso: quello tra l'amore assoluto per un padre e la scoperta di una realtà che rende impossibile continuare a considerarlo soltanto come l'eroe che si è sempre amato.
La forza della storia nasce soprattutto dalla figura di Ana. All'inizio la conosciamo come una ragazza piena di vita: è brillante, socievole, apprezzata dagli amici e determinata negli studi di medicina. È anche profondamente legata al padre Ratko Mladic, del quale è orgogliosa e verso il quale prova una devozione assoluta. Proprio questo legame rende ancora più drammatico il cambiamento che segue il viaggio a Mosca.
Ana torna diversa. È triste, taciturna e sembra portare dentro di sé qualcosa che non riesce più a ignorare. Il punto centrale della vicenda diventa quindi la scoperta della distanza tra l'immagine privata del padre e quella pubblica. Per Ana, Mladic è il padre premuroso e l'eroe; per gli altri è invece un uomo accusato di essere responsabile di crimini terribili, tra cui l'assedio di Sarajevo, la pulizia etnica in Bosnia e il massacro di Srebrenica.
È proprio questa contraddizione a rendere la storia particolarmente potente. Il libro non presenta soltanto una tragedia familiare, ma affronta il tema della perdita dell'innocenza. Ana deve confrontarsi con una verità capace di sconvolgere la sua percezione del padre, della propria famiglia e, più in generale, del mondo nel quale è cresciuta.
La vicenda personale della ragazza si intreccia così con una tragedia storica e collettiva. La storia di Ana diventa il punto attraverso cui osservare le conseguenze di un passato segnato dalla guerra e dalla violenza, mostrando quanto possa essere devastante scoprire che la persona che si ama di più può essere vista dagli altri sotto una luce completamente diversa.
La figlia è quindi una storia sulla famiglia, sull'identità, sulla responsabilità e sulla fine dell'innocenza. Il suo elemento più drammatico non risiede soltanto negli eventi storici evocati, ma soprattutto nel conflitto interiore di una figlia costretta a mettere in discussione l'immagine del padre che ha costruito dentro di sé.
Il risultato è una vicenda profondamente tragica, nella quale la dimensione privata e quella storica si sovrappongono fino a diventare inseparabili. Ana rappresenta una perdita dell'innocenza che, come suggerisce la stessa storia, non è soltanto individuale, ma anche collettiva.
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