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Copertina di La giornalista ribelle

La giornalista ribelle

★★★★☆3.8 Voto della redazione
EditoreTRE60
Anno2026
Pagine304

È il 1868 e Padova vive un periodo di cambiamenti e fermenti post-unitari. Nei salotti eleganti della città si muove Eva Faré, giovane donna dell'alta borghesia, apparentemente perfettamente inserita nelle regole della società del suo tempo.

Dietro la sua eleganza, però, Eva avverte il peso di una gabbia invisibile. A rappresentare quella prigione è soprattutto il padre Dagoberto, uomo rigido e profondamente legato ai valori del passato, che ha già stabilito quale dovrà essere il futuro della figlia: un matrimonio d'interesse con il nobile Nicola Carraresi.

Eva, però, è una grande lettrice e coltiva segretamente una forte passione per la scrittura. L'incontro con Gualberta Alaide Beccari, fondatrice del periodico La Donna, rappresenta una svolta decisiva nella sua vita.

Quando il padre le proibisce di frequentare Beccari e di dedicarsi alla scrittura, Eva prende una decisione radicale: lascia la casa paterna, rinuncia agli agi della sua condizione sociale e trova rifugio nella redazione del giornale.

Inizia così un nuovo capitolo della sua vita.

Diventare giornalista significa per Eva imparare a osservare ciò che gli altri preferiscono ignorare, raccontare una realtà spesso difficile e dare voce alle donne che non vengono ascoltate. Ma significa anche scontrarsi con una società che non è pronta ad accettare facilmente una donna nel mondo del giornalismo.

I colleghi uomini non le risparmiano infatti diffidenza, ostilità e critiche. Eva dovrà dimostrare di poter svolgere il proprio lavoro nonostante i pregiudizi legati al suo essere donna.

Nel ruolo di inviata, tra strade affollate, appostamenti e rivolte popolari, la giovane giornalista scoprirà anche quanto possa essere rischioso raccontare la verità.

La sua battaglia personale diventa così anche una battaglia più ampia: dimostrare che l'indipendenza femminile non è un sogno irrealizzabile, ma una conquista possibile attraverso istruzione, coraggio e impegno.

Per Eva, la libertà non è qualcosa che viene concesso: è una scelta da difendere, anche quando richiede di pagare un prezzo molto alto.

La forza della storia di La giornalista ribelle risiede innanzitutto nel percorso della sua protagonista. Eva Faré parte da una posizione apparentemente privilegiata: appartiene all'alta borghesia, vive in una società elegante e ha davanti a sé un futuro già stabilito dalla famiglia.

Ma proprio quel futuro rappresenta per lei una forma di prigionia.

Il matrimonio deciso dal padre e le rigide aspettative sociali mostrano quanto poco spazio fosse lasciato all'autodeterminazione femminile. Eva non accetta però che la propria vita venga decisa da altri e trova nella scrittura e nel giornalismo gli strumenti per costruire la propria indipendenza.

Particolarmente significativo è il rapporto con Gualberta Alaide Beccari e con il periodico La Donna. L'incontro con una figura legata al giornalismo e alla riflessione sulla condizione femminile diventa infatti il punto di svolta che permette a Eva di immaginare un'esistenza diversa.

Il passaggio dalla casa paterna alla redazione rappresenta anche un cambiamento simbolico: Eva abbandona un ambiente nel quale deve obbedire alle aspettative familiari per entrare in uno spazio nel quale può finalmente scrivere, osservare e raccontare.

Ma la libertà conquistata non è semplice.

Il romanzo mette in evidenza anche gli ostacoli che Eva incontra nel momento in cui decide di entrare nel mondo del giornalismo. I pregiudizi dei colleghi uomini, la diffidenza e l'ostilità mostrano che conquistare l'indipendenza significa anche affrontare chi ritiene che determinati ruoli non siano adatti a una donna.

Il giornalismo diventa così molto più di un mestiere. Per Eva è uno strumento attraverso il quale poter dare voce a chi non viene ascoltato, soprattutto alle donne, e raccontare una realtà che spesso rimane nascosta dietro le apparenze della società.

Interessante anche la dimensione avventurosa della storia: nel ruolo di inviata, Eva si trova tra strade affollate, appostamenti e rivolte popolari e comprende direttamente quanto possa essere pericoloso cercare e raccontare la verità.

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