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Copertina di La ricreazione è finita

La ricreazione è finita

★★★★☆4.3 2.883 recensioni 6 letture
EditoreSellerio Editore Palermo
Anno2023
Pagine480

Marcello è un trentenne senza un vero lavoro che cerca di prolungare il più possibile la propria condizione di post-adolescente. Anche la sua relazione sentimentale attraversa un momento difficile: Marcello resiste ai tentativi della fidanzata di rinsaldare il loro legame.

Una delle sue poche certezze è il desiderio di dirazzare, cioè di non seguire le orme del padre e non finire a occuparsi del bar di famiglia. Quasi per spirito di contraddizione, decide di partecipare a un concorso di dottorato in Lettere. Contro ogni aspettativa, vince la borsa di studio ed entra così nel mondo accademico.

Il suo professore, il barone Sacrosanti, gli assegna una tesi dedicata a Tito Sella, un terrorista viareggino finito presto in carcere e morto durante la detenzione. Sella, tuttavia, ha avuto modo di completare alcuni scritti, tra cui le Agiografie infami, e si dice che abbia scritto anche La Fantasima, una presunta autobiografia che non è mai stata ritrovata.

Lo studio della vita e delle opere di Sella porta Marcello a sviluppare una profonda identificazione con il terrorista-scrittore. A colpirlo non è tanto la dimensione sociale della disperazione di Sella, quanto il suo carattere personale.

Parallelamente, Marcello scopre dall'interno il funzionamento dell'università: gli intrighi, le lotte di potere tra cordate, le contrapposizioni ideologiche e i meccanismi attraverso cui si costruisce una carriera accademica. Anche la produzione scientifica viene osservata con ironia, fino al modo in cui viene scritto e valutato un articolo «scientifico».

Mentre la ricerca su Tito Sella procede, la vicenda si intreccia con la vita quotidiana di Marcello e con le sue amicizie viareggine. Le due realtà finiscono per sovrapporsi e fanno emergere gradualmente verità rimaste in sospeso.

Al centro della storia ci sono anche alcuni interrogativi: che cosa contiene l'archivio Sella conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi? Per quale motivo il professor Sacrosanti è interessato a un terrorista e oscuro scrittore? E, soprattutto, che cosa racconta La Fantasima, se davvero l'autobiografia perduta esiste?

La ricreazione è finita intreccia così romanzo universitario, romanzo di formazione, riflessione sulla figura del terrorista e romanzo nel romanzo, raccontando due giovinezze incompiute, diverse ma accomunate da una loro particolare e «sghemba simmetria».

La ricreazione è finita di Dario Ferrari è un romanzo costruito sulla sovrapposizione di più piani narrativi. Da una parte c'è Marcello, trentenne che cerca di rimandare l'ingresso definitivo nell'età adulta; dall'altra c'è Tito Sella, terrorista e scrittore oscuro del quale Marcello deve ricostruire vita e opere per la propria tesi di dottorato.

Il primo elemento che emerge è proprio il protagonista. Marcello vuole dirazzare, sottrarsi al destino familiare rappresentato dal bar del padre e, più in generale, evitare una vita già scritta. Il suo ingresso quasi casuale nel mondo universitario lo porta però dentro un ambiente che Ferrari racconta attraverso gli intrighi, le lotte di potere e le contrapposizioni ideologiche.

L'università diventa così uno degli elementi centrali del romanzo. Il mondo accademico viene osservato con un tono sarcastico che coinvolge le dinamiche delle cordate, le ambizioni personali, la costruzione delle carriere e persino il modo in cui viene prodotto e valutato un articolo «scientifico». L'esperienza di Marcello permette quindi di guardare dall'interno un ambiente nel quale le aspirazioni individuali e i rapporti di potere si intrecciano continuamente.

A questa dimensione si affianca quella dedicata a Tito Sella. La ricostruzione della sua vita e della sua produzione letteraria è inventata, ma viene presentata attraverso dettagli che contribuiscono a darle una precisa consistenza narrativa. Marcello finisce per sviluppare una profonda empatia con il terrorista-scrittore, soprattutto per il carattere personale della sua disperazione.

È qui che il romanzo acquista una dimensione più complessa. La figura di Sella non viene utilizzata soltanto come oggetto di ricerca accademica, ma diventa per Marcello un elemento di identificazione. Lo studio del personaggio finisce così per intrecciarsi con la sua stessa esperienza e con il senso di una giovinezza che sembra non riuscire a compiersi.

Il romanzo alterna inoltre la vita universitaria alla quotidianità di Marcello e alle sue amicizie viareggine. Le due dimensioni, apparentemente distanti, finiscono progressivamente per sovrapporsi. Gli interrogativi sull'archivio Sella, sull'interesse di Sacrosanti e sulla misteriosa Fantasima alimentano una storia nella quale le verità rimangono a lungo sospese.

Uno degli aspetti più interessanti di La ricreazione è finita è proprio questa struttura stratificata. Il libro unisce il romanzo universitario al romanzo di formazione, il racconto ironico dei giorni perduti di una generazione di provincia alla riflessione sulla figura del terrorista e al romanzo nel romanzo, attraverso l'autobiografia attribuita a Tito Sella.

Al centro rimangono due giovani vite incompiute. Marcello e Sella sono profondamente diversi, ma la loro storia presenta una «sghemba simmetria»: entrambi diventano figure attraverso cui il romanzo riflette sulle possibilità mancate, sulle scelte e sul rapporto tra individuo e realtà che lo circonda.

Il risultato, per come emerge dalla trama e dagli elementi forniti, è un romanzo che combina ironia, formazione, vita universitaria, provincia e riflessione, costruendo una narrazione nella quale diversi livelli finiscono per dialogare tra loro.

Non sorprende quindi che il libro abbia ricevuto giudizi molto entusiastici, tra cui quello di Antonio D'Orrico, che lo ha definito «il più bel romanzo degli ultimi tempi», e quello di Stefano Mancuso, che ha dichiarato di non leggere da anni qualcosa di così bello scritto da un autore italiano.

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