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Copertina di Villa Coco Novità

Villa Coco

★★★★☆4.2 Voto della redazione 3 letture
EditoreLa nave di Teseo
Anno2026
Pagine320

Alla fine degli anni Novanta, Geoffrey, un giovane archivista americano, arriva in una villa sulle colline toscane con un incarico apparentemente semplice: catalogare una misteriosa collezione d'arte.

Geoffrey è deciso a lasciarsi alle spalle il caos dei sentimenti e, dopo i bagordi universitari, cerca un nuovo equilibrio attraverso un lavoro ordinato e razionale. Ma la villa in cui si trova a lavorare è molto diversa da quella che avrebbe potuto immaginare.

Ad attenderlo c'è la Baronessa Lisabetta, che gli amici chiamano Coco: ha novantadue anni, un passato ambiguo, un gusto infallibile e una vita costruita sul sottile confine tra verità e finzione.

Anche la villa sembra riflettere la personalità della sua padrona. È abitata da artisti, servitori, fantasmi e segreti, mentre la collezione d'arte che Geoffrey deve catalogare appare altrettanto sfuggente. Le opere sembrano oscillare continuamente tra realtà e invenzione, proprio come le storie e le identità che circondano la Baronessa Coco.

Quello che doveva essere un incarico razionale si trasforma così per Geoffrey in un inaspettato apprendistato alla vita. Le scoperte e le rivelazioni lo portano a mettere in discussione ciò che vede e ciò che crede di sapere.

Nel corso della sua esperienza, Geoffrey impara a guardare, raccontare e amare, ma soprattutto impara a dubitare: delle opere d'arte, delle storie che gli vengono raccontate e persino di se stesso.

Tra passioni irrisolte, identità incerte e continui desideri di ricominciare, la permanenza nella villa diventa quindi un percorso di formazione molto particolare. La ricerca di una verità oggettiva lascia progressivamente spazio a interrogativi più profondi sull'autenticità, sull'illusione e sul modo in cui ciascuno costruisce la propria storia.

“Villa Coco” di Andrew Sean Greer è un romanzo di formazione atipico, ironico e malinconico, ambientato in una villa sulle colline toscane dove realtà e invenzione sembrano continuamente confondersi.

Al centro della storia c'è Geoffrey, un giovane archivista che arriva nella villa con l'obiettivo di catalogare una collezione d'arte. Il suo approccio iniziale è razionale: mettere ordine nelle opere e, attraverso il lavoro, ritrovare anche un equilibrio personale.

La presenza della Baronessa Coco e l'atmosfera della villa rendono però impossibile mantenere questa distanza. Coco è una figura avvolta nell'ambiguità, una donna la cui vita è stata costruita tra verità e finzione. Attorno a lei, anche la casa sembra custodire segreti e storie difficili da distinguere dalla realtà.

Uno degli elementi centrali del romanzo è proprio il rapporto tra autenticità e invenzione. Geoffrey non deve soltanto capire quali siano le opere autentiche o quali storie siano vere: deve imparare a mettere in discussione il proprio modo di guardare il mondo.

La collezione d'arte diventa così parte di un percorso più ampio. Catalogare, osservare e raccontare non sono più semplicemente attività legate al lavoro, ma diventano strumenti attraverso cui Geoffrey scopre qualcosa su se stesso.

Il romanzo intreccia quindi desiderio, illusione e ricerca di sé, accompagnando il protagonista in un percorso fatto di scoperte e rivelazioni. Le passioni irrisolte e le identità incerte contribuiscono a rendere ancora più sfumato il confine tra ciò che è autentico e ciò che viene costruito attraverso il racconto.

Il tono è al tempo stesso ironico e malinconico e trasforma la storia in una commedia elegante, nella quale la formazione del protagonista passa attraverso esperienze che lo portano a dubitare delle proprie certezze.

Il cuore di Villa Coco è dunque la ricerca di sé attraverso le storie che raccontiamo e ci raccontiamo. Il romanzo suggerisce che la verità non sempre si trova separando nettamente realtà e invenzione: a volte può emergere proprio da ciò che scegliamo di raccontare.

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